Suggestioni

Il sito è online dal 2011. Per molto tempo è stato un blog «da seguire», come diceva l’editore felliniano Mario Guaraldi. Anzi, era l’OBLÒG – APPUNTI VOLANTI DI VITA TERRENA , con il mio sguardo rivolto in basso, dal finestrino di un aereo, e le mie considerazioni sul pianeta Terra e sull’essere umano, come detto: «divertente e furioso». In omaggio a quella stagione eroica, ecco nuovi appunti su varie suggestioni.

In fondo alla pagina di ogni storia c’è il link al relativo video racconto: ideato, realizzato e prodotto da Black Sheep Strategy.

Carlo Talamo, il poeta di pistoni grandi come fiaschi e di valvole che paiono tegami
Siamo alla fine degli anni Ottanta. Io sono un ragazzino che non ama particolarmente le moto, ma che già sente il fascino dalle storie singolari, che escono fuori dal coro. Carlo Talamo nasce a Roma il 18 novembre del 1952. A tre anni ancora non parla. Be’, sì, è un po’ in ritardo. Poi, all’improvviso, non dice mamma, dice «bruuummm». Allora i suoi chiamano il medico. La madre piange….
Tu alle superiori ci andavi piedi? Con la corriera? Hai presente la riviera romagnola, per la precisione tra l’autunno e la primavera? Da una parte c’è l’Adriatico e dall’altra la spiaggia deserta e il letargo di un serpentone infinito di camere d’albergo vuote in attesa della prossima estate. Ecco, a far compagnia ai gabbiani in riva al mare ci pensava Simone Bianchetti, che si alzava all’alba e da casa…
John lavora in ufficio fino alle cinque del pomeriggio per 400 dollari al mese. Poi va a casa, cena con la moglie e la figlia e dopo si mette sul divano a leggere Henry, il suo scrittore preferito. Poesie e raccontini. Cose tipo questa. «Come cazzo è possibile che a un uomo piaccia essere svegliato alle 6,30 da una sveglia, scivolare fuori dal letto, vestirsi, mangiare a forza, cagare,…
Mettetevi davanti a un palazzo di tre piani e guardate verso il tetto. Tra poco vi cadrà addosso. Il tetto. E tutto il palazzo. Con la rincorsa. Come se avesse le gambe. Come se l’intero edificio, di slancio, vi saltasse sopra a piedi pari. È successo davvero. Non era cemento, ma acqua. A fermare quel crollo, ineluttabile per la natura e fatale per gli uomini, non c’era asfalto ma…